Il rituale

Come funziona un cristallo,
e come si usa

Prima di tutto

Cosa fa un cristallo, e cosa non fa

Quello che fa

Tiene ferma un’intenzione. È un promemoria che si porta addosso o si tiene in casa, e che riporta l’attenzione dove di solito smettiamo di guardare.

Quello che non fa

Un cristallo non lavora per te, ma con te. Non aspettarti miracoli senza focus e allineamento dell’intenzione.

Il rituale, in tre passi

Va fatto la prima volta che una pietra arriva a casa, e poi ripetuto. Nient’altro.

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    Purifica

    Accendi una foglia di salvia bianca per qualche secondo, spegni la fiamma e passa il fumo attorno alla pietra. Vanno bene anche il palo santo o una tavoletta di selenite, su cui la pietra si appoggia e resta.

    Serve a togliere quello che la pietra ha raccolto: dal negozio, dal viaggio, e da te nei giorni in cui l’hai portata.

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    Dai un’intenzione

    Tienila in mano e dille una cosa sola. Non un desiderio di facciata: quello vero, quello che di solito non si dice a voce alta.

    La cosa importante è dirgli cosa deve fare con te, non per te: non gli stai chiedendo un favore, gli stai dando una direzione da tenere insieme.

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    Ripeti quando serve

    Ogni pietra ha i suoi tempi: c’è chi va purificata spesso e chi regge molto più a lungo. Dipende dalla pietra, e la scheda di ogni prodotto dice qual è il ritmo giusto per quella.

    Se in quei giorni hai attraversato qualcosa di pesante, falla prima. È l’unica regola che vale per tutte.

Un’eccezione che vale la pena sapere

Le pietre nere
vanno pulite più spesso

Ossidiana

Tormalina, ossidiana, agata nera. Sono le pietre che le persone cercano per sentirsi al riparo, e sono anche quelle che assorbono di più.

Su queste il rituale non va fatto ogni due settimane. Va fatto spesso, molto più spesso. Se ne porti una tutti i giorni, purificala una volta a settimana e dopo ogni giornata in cui hai sentito di averne avuto bisogno davvero.

Sei porte d’ingresso

Scegli per quello che senti

Parti dal problema, non dalla pietra

Stress e testa che non si ferma

La giornata è finita da due ore e la testa sta ancora riavvolgendo il nastro: quella frase, quella mail, quella cosa da fare domani. L’ametista è la pietra che le persone cercano per prima, e quasi sempre per questo motivo: la tengono sul comodino o la portano al collo, e il gesto che conta è sempre lo stesso, prenderla in mano e dire una cosa sola.

Le pietre di questo bisogno
Sentirsi al riparo

Esci da una riunione, da una cena di famiglia, da un turno di lavoro, e ti porti addosso l’umore di tutti gli altri. Ossidiana, tormalina e occhio di tigre sono le pietre che le persone scelgono per questo, e sono anche quelle che assorbono di più: vanno purificate spesso, molto più delle altre.

Le pietre di questo bisogno
Abbondanza e fiducia in sé

Non è una questione di fortuna, e qui la parola fortuna non la usiamo: l’abbondanza è una cosa che si costruisce, un pezzo per volta, e serve qualcosa che te lo ricordi nei giorni in cui ti sembra di non meritartela. Citrino e avventurina stanno lì per quello.

Le pietre di questo bisogno
Amore e ferite vecchie

Cambia la persona e la storia finisce nello stesso modo, con le stesse parole. Il quarzo rosa non fa arrivare qualcuno: lavora prima, su quello che si è rotto tempo fa e che spesso viene da molto più indietro di te. La rodonite lo accompagna quando la ferita è ancora fresca.

Le pietre di questo bisogno
Chiarezza e intuito

La decisione è sul tavolo da settimane e ogni volta la sposti di un giorno. La labradorite è la pietra che chiedono più spesso le persone che lavorano già su di sé, e il cristallo di rocca è quello con cui si comincia quando si vuole solo fare ordine.

Alleggerire la casa

Ci sono stanze in cui, dopo un periodo pesante, non ti va più di stare. Salvia bianca, palo santo e selenite sono il modo più semplice di rimetterle a posto, e sono anche quello che serve per purificare le pietre che già hai.

Se sei arrivato fin qui

Non sai da quale pietra partire?

Scrivici e basta. Prima ti facciamo una domanda, poi ti diciamo una pietra: è il contrario di come funziona di solito, ed è il motivo per cui nelle recensioni si parla delle persone e non solo dei prodotti.